“Porta itineris dicitur longissima esse” ossia “la porta è la parte più lunga di un viaggio”. Così recita un antico proverbio latino che sottolinea come spesso, in ogni impresa, il primo passo sia il più difficile da compiere. E tra le istanze del viaggio, il mezzo con il quale si decide di percorrere un itinerario rappresenta proprio questo: la scelta che influirà non solo le dinamiche dello spostamento ma anche la stessa ‘forma’ dell’esplorazione. Quando si decide di viaggiare infatti, al di là del tragitto e delle sue distanze, scegliere come ci si sposta definirà la nostra stessa idea di viaggio.

Muoversi in auto per molti è sinonimo di libertà ed autonomia: un mezzo sicuro e dotato di ogni comfort, che unito alla giusta compagnia potrà portarci alla scoperta di luoghi dove collezionare memorie e stupirsi ad ogni scorcio, sentiero o panorama.

Prendendo Roma come base dalla quale partire e volendo rispondere all’esigenza di poter scegliere l’auto più adatta per affrontare il proprio viaggio, Popmove propone una soluzione di mobilità ideale, flessibile e garantita. Che ci si sposti in famiglia, con gli amici o che si sia progettata una fuga romantica col proprio partner, il parco auto Popmove, il più eterogeneo presente sul mercato, offre una gamma di veicoli che va dalle piccole e agevoli citycar ai SUV, dalle berline alle auto di lusso.

Selezionare un’auto in base a determinati criteri è poi molto importante e tramite app sarà possibile, grazie all’utilizzo di filtri ad hoc, sceglierla in base alla marca e al modello, al tipo di cambio e ai permessi per le soste in città, arrivando anche al tempo di noleggio desiderato. Il tutto nel totale rispetto dell’ambiente grazie alle dinamiche della condivisione , sicura e garantita.

In termini di costo del servizio, le tariffe sono pensate per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza perché basate sia sulla categoria d’auto selezionata, sia sul tempo durante il quale si decide di viaggiare comodamente a bordo di un’auto Popmove. Per trovarne una, quella più vicina a te, basta scaricare gratuitamente l’app su Apple Store e Play Store. Oltre ad entrare a far parte del primo Social Mobility Network d’Italia, potrai scoprire i numerosi vantaggi di cui si può disporre partecipando alla rivoluzione della mobilità condivisa.

Si diceva dunque di partire dalla capitale, magari pensando ad una fuga di due giorni lontani dal caos metropolitano. Perché allora non scoprire proprio il Lazio e i suoi preziosi borghi con storie, leggende e luoghi d’interesse assolutamente da non perdere?

Vediamone alcuni!

Castel Gandolfo e il lago Albano. Conosciuto dai suoi abitanti come Castello, sottolineando come, tra quelli che fanno parte dei Castelli Romani, il loro sia il Castello per antonomasia, Castel Gandolfo offre per i suoi visitatori delle assolute ricchezze da poter ammirare. Conosciuto per la ex residenza estiva dei Papi, oggi facente parte dei Musei Vaticani, Castel Gandolfo è ricco di edifici religiosi interessanti tra cui la Collegiata Pontifica di San Tommaso da Villanova, progettata da Gian Lorenzo Bernini per volere di Papa Alessandro VII nel 1658; la Chiesa della Madonna del lago, così chiamata perché situata sulle rive del lago Albano, e la Chiesa di Santa Maria Assunta, benedetta da Papa Paolo nel 1619, anno inaugurale della sua costruzione.

Tra gli edifici civili invece si annoverano il Palazzo Pontificio del 1628, nel quale si può ammirare la meravigliosa Cappella Privata che ritrae la Madonna del santuario di Częstochowa, la villa Pontificia, divisa tra giardini pontifici e Villa Cybo; ed ancora Villa Barberini, Palazzo Cybo, Villa Santa Caterina, Villa Chigi e Villa Torlonia, assolutamente da non perdere. Nei dintorni di Castel Gandolfo non si possono non menzionare i numerosi siti archeologici che costeggiano il territorio, come le vestigia della Villa di Domiziano e l’Emissario del Lago Albano (un condotto artificiale lungo 1800 metri che ha inizio sulla costa occidentale del lago e che termina in località Mole di Castel Gandolfo), la Villa di Publio Clodio Pulcro, d’età romana-repubblicana, ed infine la Villa di Tito Flavio Domiziano.

Da un punto di vista strettamente naturalistico, oltre la meravigliosa presenza del lago Albano, va ricordato il Parco Regionale dei Castelli Romani con i suoi sterminati boschi, tutti da esplorare.

Da Bracciano a Cerveteri. Annoverato come uno dei borghi più belli della Tuscia Romana, Bracciano si trova a circa 40 km da Roma e si caratterizza per la presenza di abitazioni costruite interamente con la pietra lavica, tipica del posto. E proprio dal centro abitato si mostra la perla del borgo: il Castello Orsini – Odescalchi, antica fortezza risalente al XV secolo, il cui nome lo deve alla famiglia Orsini, che lo possedette fin dal 1696. All’interno si possono osservare pregevoli affreschi, antico mobilio e armature dell’epoca.

Camminando per le vie strette del suo cuore medioevale e non poco distante dal castello, troviamo alcuni gioielli che meritano assolutamente la vista: il Duomo di Santo Stefano, costruito probabilmente intorno al 1200, la chiesa di Santa Maria Novella al cui interno si trova il Museo Civico di Bracciano, la chiesa della Visitazione e quella di San Filippo Neri. Tra i palazzi storici, invece, spicca il Palazzo Comunale, situato proprio nel centro storico.

A partire dal lago omonimo (uno dei più grandi laghi vulcanici d’Europa) nei dintorni di Bracciano si possono visitare dei luoghi incantevoli come la Caldara di Manziana, area geologica interessante e soggetta a modeste attività vulcaniche come i piccoli geyser; il lago di Martignano, anche detto Alsietino, che è un must da visitare soprattutto d’estate, e gli splendidi borghi di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Tolfa.

Una nota a parte va riservata alla misteriosa e suggestiva città fantasma di Monterano, la cui storia va ricercata nel periodo etrusco, di cui le uniche testimonianze oggi rimaste sono date dalla presenza di tombe disseminate lungo la collina e da un solco artificiale scavato nel tufo, il Cavone, che permetteva la discesa a valle.

Considerata proprio la vera capitale della cultura degli etruschi è poi la splendida Cerveteri che ospita l’incredibile Necropoli della Banditaccia, con una superficie che sfiora i 10 km, risalente al periodo che va dall’VIII al II secolo a.C. Al suo interno sono visibili centinaia e centinaia di tombe progettate come se la necropoli stessa fosse stata una città: strade, piazze e persino quartieri dove poter ammirare i diversi sepolcri, tra cui spiccano le tombe a capanna, considerate una vera eccezione in seno alla tipica architettura etrusca.

Prima di proseguire la visita nei dintorni, è doveroso menzionare le gemme che ospita il borgo stesso come la Chiesa della Madonna dei Canneti, chiamata così per via della miracolosa scoperta di un’effige della madonna tra i canneti, la chiesa di San Michele Arcangelo, dedicata al santo patrono di Cerveteri, ed  il Castello Ruspoli che ospita il Museo Archeologico Cerite, dove sono esposti reperti rinvenuti durante i numerosi scavi effettuati sia nell’area urbana che nelle vicina necropoli. Infine, si consiglia assolutamente la visita del Castello di Santa Severa (a 13,4 km da Cerveteri), e le spettacolari Cascate (Cascatelle di Cerveteri, Cascate dell’Ospedaletto, Cascate di Castel Giuliano), formate dai numerosi torrenti che attraversano l’area a nord della cittadina.

Dal borgo degli artisti alla città che muore: Calcata, le Cascate di Monte Gelato e Civita di Bagnoregio. Calcata, conosciuta come “il borgo degli artisti” possiede un fascino mistico capace di rapire ogni avventuriero. Nonostante dal suo volto si evinca una chiara impronta medioevale, Calcata affonda le sue profonde radici nell’epoca romana, e durante il corso della storia si sono succedute fasi ed eventi che hanno ne hanno mutato radicalmente l’aspetto. Tra questi, l’anno dell’abbandono nel 1935, quando venne emanato un decreto per salvaguardare i centri abitati a rischio crollo in caso di sisma. Esattamente 30 anni dopo da quel doloroso evento iniziò la fase del nuovo insediamento, caratterizzato da una popolazione di respiro internazionale: artisti da tutto il mondo riportarono vita nel borgo, riempendolo di meraviglie e nuovo colore.

Le meraviglie del borgo antico, circondato dalla valle del Treja, cominciano già dalla sua entrata dove si può ammirare la doppia porta a forma di arco, sovrastata dalle mura merlate del palazzo dei baroni “Anguillara”. Da qui dunque ha inizio l’avventura alla scoperta di posti magici come le spettacolari botteghe degli artigiani e degli artisti calcatesi, la Chiesa sconsacrata di San Giovanni, dove prende vita il Museo della Civiltà Contadina, e, appunto, gli innumerevoli scorci verso la valle del Treja. E proprio la valle con le stupende cascate di Monte Gelato ha ispirato molti registi che hanno girato le loro pellicole arricchendole con un panorama unico, offerto dall’area.

Prima di lasciare Calcata per dirigersi verso altri luoghi di altrettanto pregio, a coronare l’aspetto fiabesco di questa cittadina va ricordato che è anche chiamata “il borgo delle streghe” perché quando il vento soffia, le strade sembrano quasi intonare il canto delle vecchie streghe!

Lasciato il borgo degli artisti, prima di arrivare a Civita di Bagnoregio, vale la pena fermarsi e far visita a Cellano, il “Borgo fantasma” tutelato dal FAI. Cellano si presenta come un labirinto di viuzze che conducono ai resti dell’antico castello, palcoscenico delle battaglie tra famiglie di Guelfi e Ghibellini, che nel XV secolo divenne possedimento della famiglia Gatti ed infine feudo degli Orsini, di cui ancora oggi porta il nome. Proseguendo la visita, a pochi chilometri dal borgo, si trova un posto più unico che raro: Civita di Bagnoregio, la così detta “città che muore”.  Situata al confine con l’Umbria, all’interno dell’incantevole Valle dei Calanchi, in provincia di Viterbo, Civita di Bagnoregio deve il suo nome per via delle numerose minacce di frane e dall’erosione del terreno che minano la sua sopravvivenza. Per raggiungerla bisogna attraversare un ponte lungo 200 metri che dalla collina più vicina porta fino alla porta d’accesso al centro storico.

Questo posto che sembra sospeso tra terra e cielo, è stato una delle fonti d’ispirazione, insieme ad altri paesaggi visti in Galles, del grande animatore e sceneggiatore Hayao Miyazaki, per la creazione del suo spettacolare lungometraggio Laputa, il castello nel cielo. Fortunatamente Civita di Bagnoregio sta conoscendo un nuovo periodo di fasti grazie alle numerose ristrutturazioni delle sue abitazioni, e a uno sviluppo legato al turismo assolutamente controllato, per non danneggiare l’equilibrio delle sue strutture antiche.

Per accedere al borgo tramite la Porta Santa Maria, i visitatori dovranno pagare un piccolo contributo d’entrata (5 euro) che aiuta l’amministrazione comunale nel portare avanti le ristrutturazioni e a mantenere visitabile il borgo. L’intero centro è orientato in funzione della piazza San Donato, dove si erige l’omonima chiesa costruita sul sito di un antichissimo tempio etrusco. Al suo interno è visibile uno splendido crocifisso in legno realizzato in area fiamminga alla fine del XVI secolo.

Sermoneta, i Giardini di Ninfa e le antiche Rovine di Norba. Sermoneta, situata nella Pianura Pontina a pochi passi dai Monti Lepini, spicca per il suo splendido centro storico e per la presenza del Castello Caetani, visitabile nella sua interezza. E proprio sul sentiero tracciato dalla storia della famiglia Caetani, strettamente legata a quella di Sermoneta, si prosegue con la visita alla Chiesa di San Michele Arcangelo, risalente all’XI secolo. Per secoli questo luogo di culto ha rappresentato l’anima della vita religiosa di Sermoneta, custodendo le testimonianze artistiche più importanti dell’epoca.

Un’altra delle suggestive costruzioni della cittadina è la Cattedrale di Santa Maria, eretta nel XII secolo sui resti di un antico tempio, e caratterizzata da un maestoso campanile alto 24 metri, decorato con mattoni e preziose ceramiche.

Infine, prima di lasciare il centro storico, è d’obbligo una visita alla Sinagoga Ebraica, la quale rappresenta una preziosa testimonianza della comunità ebraica, insediatasi nella cittadina intorno al XIII secolo.

Spostandosi verso i dintorni del borgo, si può iniziare con la visita al Convento di San Francesco, per poi proseguire con la celebre Abbazia di Valvisciolo, in stile gotico cistercense e rinomata per i suoi pregevoli prodotti artigianali.

Piccolo promemoria: occhio al calendario! Se infatti state viaggiando nel periodo che va da marzo fino a novembre, non potete perdervi una passeggiata all’interno di un posto davvero indescrivibile e forse paragonabile solo ad un’illustrazione dai tratti fiabeschi. Si tratta dei Giardini di Ninfa che si presenta come un complesso dove arte e natura si incontrano tra antichi edifici, fiumi, ponti e fresche cascate.

E sempre parlando di percorsi archeologici unici nel Lazio, vanno ricordate anche le Antiche rovine di Norba (poco distanti da Norma): un’enorme distesa di rovine romane attraversate da pavimenti e fogne antiche, ancora funzionanti, che si possono osservare attraverso gli accessi a cloache e cisterne davanti alle case. La città antica è circondata de delle mura ciclopiche che si sono conservate fino ai nostri giorni.

Infine, si rimette in moto alla volta di Bassiano, borgo medievale situato sulla cima di un colle a 562 metri d’altezza, e la Grotta di Selvascura, uno dei luoghi di culto più interessanti e suggestivi della provincia di Latina.

Tivoli, Palestrina e Arcinazzo Romano. Situata lungo la strada della transumanza che dall’Abruzzo conduceva a Roma, Tivoli ospita un patrimonio culturale e naturalistico di rara bellezza. Fu infatti luogo di santuari, dogane e delle incredibili ville romane, tra cui si annovera la più antica al mondo: Villa Adriana. Costruita per volere dell’Imperatore Adriano e pensata da lui stesso come sua residenza, questa villa è una continua scoperta. Tra i punti di maggior interesse al suo interno ci sono il Canòpo, la Piazza d’Oro, il Teatro Marino e l’edificio con tre Esedre.

Si prosegue con Villa d’Este, situata proprio al centro di Tivoli. Al suo interno si può ammirare uno degli esempi più alti di giardino all’italiana, assieme alle numerose fontane alimentate sfruttando il solo principio dei vasi comunicanti. Tra le più note si ricorda la fontana dell’organo, dalla quale, in determinati momenti della giornata, proviene una melodia musicale emessa dal gioco tra l’aria e l’acqua.

Villa Gregoriana invece è conosciuta perché ospita le famose cascate di Tivoli. Questo luogo infatti è da intendersi più come un paradiso naturalistico, dove, all’interno delle sue grotte, si possono ammirare numerosi reperti archeologici e spettacolari giochi di luce grazie alle finestre scavate nella roccia.

Il tempio di Vesta è un altro punto d’interesse imperdibile: si tratta di un piccolo tempio situato nell’acropoli di Tivoli,  sorretto da colonne d’ordine corinzio e appoggiato sui resti di un’antica costruzione. Deputato alla protezione del fuoco sacro delle vestali, sacerdotesse della dea Vesta, il tempio riporta il nome del suo realizzatore inciso sull’architrave: Lucio Gellio.

Proseguendo da Tivoli il nostro viaggio in macchina verso sud, a circa 20 chilometri, si trova quella che un tempo era conosciuta col nome di Praeneste. Si tratta di Palestrina, dove si trova uno dei più maestosi e preziosi santuari d’età repubblicana della Roma antica: il Santuario della Fortuna Primigenia. Costruito probabilmente sul finire del II secolo a.C., il tempio dedicato alla dea romana del caso e del destino, era conosciuto all’epoca come il luogo dove gli uomini potevano conoscere ciò che il fato aveva in serbo per loro. E a tal proposito, quello dell’esploratore va ricercato nel suo viaggio!

Dopo Palestrina è d’obbligo una tappa ad Arcinazzo Romano dove sorge la splendida villa dell’Imperatore Traiano. Antica residenza estiva dell’imperatore, la villa si sviluppa su cinque ettari di terra e si compone di due spianate artificiali a terrazzamento, dette platee. Queste hanno portato alla luce numerosi reperti e costruzioni. All’interno dell’area è anche visitabile il Museo Civico Archeologico.

Sperlonga, Itri, Fondi e Gaeta. Immaginate un luogo il cui volto bianco immacolato delle case abbraccia l’azzurro del mare e ristora il pensiero e gli occhi di chi guarda. Ebbene un posto così esiste e si trova a pochi passi da Roma. Si tratta di Sperlonga, cittadina situata sulla Riviera d’Ulisse, bagnata su due lati dal Tirreno e circondata da spiagge e scogliere tutte da esplorare, non solo d’estate. Il suo centro storico, tra i più belli della provincia di Latina, è circondato da numerosi belvedere, ma ciò che spicca di più è appunto il bianco degli edifici, assieme ai numerosi punti d’interesse. Si comincia con Torre Truglia, facente  parte del vecchio sistema di avvistamento delle coste laziali in cui le varie torri comunicavano tra loro con intricati segnali di fumo; le grotte di Sperlonga tra cui si ricorda quella di Tiberio, dove l’Imperatore fece costruire la sua sontuosa villa adibendola con piscina e scenografiche fontane; ed infine la famosa spiaggia della Sorgente dove l’acqua fresca e potabile, che viene raccolta in una grande vasca, bagna le sue rive.

Nei dintorni di Sperlonga, ci sono moltissimi luoghi da raggiungere per perdersi incantati dal loro fascino. Tra questi troviamo:

Itri, territorio abitato fin dalla preistoria, il cui grazioso centro storico accoglie diversi edifici d’interesse come il Convento di San Francesco (risalente al 1324) con annessa Chiesa di San Francesco, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e quella di San Michele Arcangelo, eretta su un antico tempio pagano, ed infine il meraviglioso Museo del brigantaggio di Itri, che racconta la storia del celebre Fra’ Diavolo.

Fondi, incorniciata dai Monti Ausoni, ospita nel centro il maestoso Castello Baronale dei Caetani, simbolo della città, e costruito tra il XIII e il XV secolo. A fianco del castello si trova il Palazzo del Principe, all’interno del quale sono esposti importanti monumenti di epoca romana e medievale. Raggiungendo poi la piazza del Duomo di San Pietro, si potrà visitare l’edificio risalente al XII secolo al cui interno si trovano il sepolcro di Cristoforo Caetani, uno splendido pulpito decorato con mosaici cosmateschi, e una cattedra vescovile in marmo. La visita continua verso la collegiata di Santa Maria Assunta e il Santuario Madonna del Cielo, quest’ultimo, costruito alla fine del XIV secolo per volere di Onorato II Caetani, conserva la meravigliosa statua della Madonna del Cielo. Terminata la visita del borgo, prima di rimettersi in marcia, ci si potrà riposare sulle suggestive rive del Lago di Fondi.

Dopo la sosta, l’ultimo gioiello consigliato è sicuramente Gaeta, con le sue splendide spiagge “Bandiera Blu” (S.Agostino, S.Vito, Arenata, Ariana, Quaranta Remi, Fontana e Serapo) circondate da rocce, dalle quali svettano torri costiere, baie e incantevoli calette. Questo incredibile borgo medioevale si articola intorno all’imponente Castello Angioino-Aragonese, costituito da due corpi sui quali si ergono torri cilindriche e torrioni troncoconici. I visitatori potranno perdersi tra le tipiche vie strette, i campanili normanni e le mura, che formano il quartiere S.Erasmo. Numerosi sono invece gli edifici religiosi da visitare: la Cattedrale di S. Erasmo, impreziosita da opere seicentesche; le chiese della SS.ma Annunziata con l’adiacente Grotta d’oro; quella di S. Giovanni a mare, della Sorresca, di S. Francesco e di S. Domenico. Infine, va ricordata la celebre Montagna Spaccata, un affascinante fenomeno naturale legato alla leggenda che fa coincidere la sua spaccatura al momento della morte di Cristo. Percorrendo i 270 gradini presenti lungo la fenditura si potrà raggiungere la cappella dedicata al famoso crocifisso, costruita nel XVI secolo su un masso precipitato dall’alto ed incastonato al centro della fenditura stessa.