Attualmente nel nostro paese risultano più di 1.000.000 iscritti al servizio di car sharing. Un dato notevole che denota l’importanza crescente riservata alle nuove forme di mobilità più sostenibili, e spesso preferite all’utilizzo di mezzi privati o al trasporto pubblico perché meno dispendiose e più affidabili.

Di fronte a questo scenario, si è a lungo discussa la possibilità di dedurre i costi sostenuti per il servizio di car sharing, tentando di individuarne a monte la corretta qualificazione giuridica. A rispondere direttamente a tale questione è stata la Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 83-E-2016  del 29 settembre del 2016, dove si evincono i provvedimenti presi dall’Amministrazione finanziaria in materia della corretta deducibilità di tale categoria di costi per questo servizio.

Si legge nella Risoluzione: “il servizio di Car Sharing consiste nel mettere a disposizione del cliente un veicolo presso un luogo predefinito (luogo di partenza) e con tale veicolo il cliente raggiunge la destinazione desiderata. Similmente al servizio di taxi, anche per il servizio di Car Sharing, il corrispettivo dovuto dal cliente è quantificato in ragione dell’effettivo utilizzo del veicolo messo a sua disposizione e cioè in base alla durata e ai chilometri percorsi”.

L’Agenzia delle Entrate dunque, equiparando il servizio fornito dal taxi con quello del car sharing, riconosce la deducibilità dei costi sostenuti da parte dell’utente, non soltanto nell’utilizzo del servizio taxi, ma anche nel caso d’utilizzo del servizio di car sharing, perché “in conseguenza della possibilità di controllare, tramite gli strumenti inseriti sui mezzi, la durata e i chilometri percorsi dai clienti, le società di car sharing emettono fatture al termine di ogni utilizzo del tutto paragonabili, per analiticità e dettagli, ai documenti predisposti (o che dovrebbero essere predisposti) dai conducenti dei taxi”.

Nel documento si sottolinea anche che onde evitare qualsivoglia rischio d’obiezione è necessario che la fattura fornita dal servizio di car sharing e ricevuta dal relativo fruitore, specifichi al dettaglio le informazioni necessarie per identificare le modalità di svolgimento del servizio stesso.

In particolare, le fatture emesse dalla società di car sharing dovranno contenere:

  • le generalità dell’utilizzatore (specificandone il codice fiscale ed eventualmente la relativa Partita IVA)
  • il luogo di partenza
  • il luogo di arrivo
  • l’ora di prenotazione del veicolo
  • l’ora di partenza
  • l’ora di arrivo a destinazione
  • i chilometri percorsi

Nel rispetto di tali requisiti, sarà dunque possibile dedurre i costi sostenuti per l’utilizzo del servizio di car sharing nell’ambito della propria attività lavorativa, escludendo qualsiasi problema per l’Agenzia delle Entrate nel riconoscere come legittima tale agevolazione.

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